Igloo a Splügen

Ritrovo in sede esplo dove raccogliamo teli, coperte, braciere e i dubbi in merito alla nostra impresa che ci aspetta... "E se crolla il tetto? E se arriva una valanga? E se moriamo di freddo??". Già... dormire in un igloo autocostruito non è uno scherzo! Ma non ci scoraggiamo e partiamo: prima tappa Cadenazzo dove raccogliamo Ace, il capo del Gruppo Yeti che ci accompagna in questa sfida. Alle 10.30 siamo a Splügen e studiamo il territorio in cerca della zona giusta. Individuiamo la zona "cava" (quella in cui formeremo i blocchi di neve) e quella in cui metteremo l'igloo. La sonda dice che ci sono 80cm di neve e con le racchette la compattiamo per bene. Iniziamo a creare i blocchi di neve e ci accorgiamo che la neve è polverosa, ma sembra funzionare. Il primo giro di blocchi funziona bene, ma dal secondo in poi vediamo diversi mattoni ghiacciosi sgretolarsi tra le nostre mani. E più si sale, più i blocchi devono inclinarsi verso l'interno, e più i blocchi si sgretolano dovendo reggere più peso.

Alle 16.30 ci è evidente che non riusciamo a chiudere gli igloo e dopo un breve consulto decidiamo di abbandonare l'idea di dormirci comunque costruendo un tetto con i teli. Ci rifugiamo nell'appartamento di Cosma (grazie!) dove pasta e fagioli ci scaldano anima e pancia. Facciamo comunque il bivacco negli igloo dove scopriamo usanze degli inuit, riproduciamo l'aurora boreale nel fuoco e riscopriamo le nostre fantastiche doti canore... stile cane abbandonato dai padroni...

Il freddo si fa sentire e caminetto, ciobar e barzellette chiudono la nostra nottata... non male dormire al caldo in un letto!

La mattina scorre via veloce: colazione, pulizie, smontaggio degli igloo e poi si rientra. La missione è fallita, ma ci siamo impegnati e divertiti ugualmente! Alla prossima?? Grazie ancora Ace per averci accompagnato in questa Impresa!

 

PS: sapete come si salutano gli Inuit? Inspira fortissimo, gridando succhiando l'aria;-)